Un padre e un bambino bianconeri

Un padre e un bambino bianconeri

di Massimo Zampini

Finalmente, ora lo ammonisce per simulazione. Era ora, bravo Bergonzi.
Giuro, ero certo che finalmente arrivasse la giusta punizione.
Lavezzi, detto per inciso, che mi sembra valga un quarto di Palladino.
Invece no, poi è andata come è andata, e allora passa in secondo
piano anche l’orrenda prova di Almiron. Almiron che puo’ giocare, mente
Tiago evidentemente no, farebbe peggio di cosi.

Chissa’. Passa in
secondo piano una squadra non ancora all’altezza, con acquisti
evidentemente non all’altezza.
Il secondo rigore, beh, non ne parliamo. Fatto sta che Zalayeta da noi
in una vita certe cose non le ha mai fatte, e per me, in fondo, è
motivo di orgoglio anche questo.
Dietro di me, nel pub di Bruxelles, c’erano, tra gli altri, un bambino
piccolo e suo padre. Juventini tutti e due. Erano nascosti tra
napoletani che urlavano senza pudore, e juventini arrabbiati, anche
troppo, per essere dei veri juventini. Ma quel padre e quel bambino
no, loro erano in perfetto stile Juve. Il figlio chiedeva chiarimenti,
attonito. Il padre rispondeva, alla grande. Il bambino non capiva:
dicono che ci favoriscono sempre, ma quello del Napoli si è buttato
senza che lo toccasse nessuno. Stessa scena pochi minuti dopo. Ma
scusa, quello e’ rigore? No, rispondeva il padre ignorando le urla dei
napoletani intorno. Semplicemente capita. A volta capita a noi, a
volte agli altri. E’ sempre stato cosi. Il padre, in effetti, era
stato troppo buono, con Bergonzi. Non si sono mai visti, in una
partita di calcio, due errori cosi, in pochi minuti, nella stessa
direzione. I due rigori di Collina dati alla Roma a Venezia, rispetto
a questi, sono poca roba. Giuro, due cosi non me ne ricordo, e non
parlo solo delle partite della Juve. Ma aveva fatto bene, a
spiegargliela cosi. I bambini juventini devono crescere cosi. Senza
rabbia, anche nell’era di Guido Rossi. Piuttosto, quel padre, dovrà
essere bravo, e continuare cosi. A raccontargli tutto, episodi belli,
fortunati, discussi a nostro favore, e le tante mille ingiustizie
subite, non certo da un anno a questa parte, come certa critica
maliziosa vorrebbe indurci ad ammettere.
Allora, se gli va, che gli racconti di Turone, e di un gol regolare di
10 centimetri rinfacciatoci per una vita.
Gli spieghi quel rigore che realizzo’ Brady, che i fiorentini ancora
se ne lamentano. E nessuno sa perch=E9.
Gli dica di quel presunto rigore su Ronaldo, e non dimentichi di
farglielo vedere, per fargli capire che razza di episodio ci stanno
facendo pagare ancora 10 anni dopo. Gli mostri quei gol non gol di
quell’anno, entrati per centimetri e non convalidati dall’arbitro. Poi
via con i guanti di Aldair, almeno il bambino potra’ farsi qualche
bella risata. Chiuda con Cannavaro e De Santis. E gli mostri anche
come si arriva a quel calcio d’angolo.
Tanti episodi, e non li ho citati tutti, che hanno contribuito a
creare quel clima contro la Juve. Quel “sapete solo rubare”, ancora
protagonista di involontariamente esilaranti cori da parte del buffo
pubblico napoletano.
Poi, pero’, se al bambino fossero venuti dei dubbi, ove magari gli
fosse sorto il sospetto che i suoi compagni di classe e i loro
genitori potessero aver ragione nel dire che “sapete solo rubare”,
prepari un altro bel dvd.
Gli commenti quelle due finali di champions league perse in quel modo;
due finali, cavolo. Ma che ne sanno, gli altri tifosi. Gli faccia
vedere quell’incredibile Napoli-Juve di Coppa Uefa, dove Laudrup segna
in modo regolare, e loro segnano dopo lo stop di mano. Non per
l’arbitro, si intende. Gli faccia vedere, mi raccomando, Birindelli
che entra sul pallone e manda in angolo, mentre Paparesta regala il
rigore a Sheva. Gli mostri Crespo che al 92esimo di una partita in cui
un avversario (nostro ex giocatore) ci aveva dato dei ladri uscendo
dal campo, segna partendo in fuorigioco. E alla fine ci costa lo
scudetto. Gli mostri Perugia, poi. Quell’attesa, quelle telefonate
(ah, a poterle intercettare..) di Collina. Quel pantano. Gli faccia
vedere, per farsi altre risate, la moviola degli onesti. Se vuole,
gliela forniamo noi, l’abbiamo gia pronta. Gli errori negli scontri
diretti Inter-Juve, negli anni in cui teoricamente eravamo noi,
che”sapevamo solo rubare”. Uno dopo l’altro, poi, spazio ai 3 gol non
gol del primo anno di Lippi che hanno negato a noi, quelli fantasma.
Ma non nel senso classico con cui si intende un ‘gol fantasma’; gol
fantasma nel senso che poi, negli anni, non li ha piu rivisti nessuno.
Sembra non ci siano mai stati, Mai esistiti. Esattamente come gli
altri episodi che ho citato, come mille altri che potrei citare, e che
ci sono costati scudetti e coppe (Manfredonia, ti ricordi il
Bernabeu?). Magari gli risparmi la sentenza su Oriali, non gli spieghi
cosa accadde quell’anno con gli extracomunitari. Non gli spieghi a
fondo della motivazioni con cui ci hanno tolto gli scudetti, la serie
A, una fetta di onore. Sarebbe troppo, e gli passerebbe la voglia. Ma
gli racconti l’Heysel, spiegandogli come mai 20 anni dopo gli
avversari ci rinfacciano un rigore che non c’era invece di unirsi al
nostro dolore, che in un paese civile avrebbe dovuto essere anche il
loro. Gli racconti di tutto questo, mentre sara’ costretto a leggere
gli articoli dei giornali di oggi, dei giornali di domani, dove anche
gli errori piu incredibili della storia del calcio commessi contro di
noi sono la scusa per ricordare che in passato, però, le cose
andavano
in senso contrario. Che a Firenze, qualche settimane fa… Che a
Trieste, l’anno scorso… Che “ora finalmente capita a voi”.
Il bambino, pero’, avra’ visto i dvd. E saprà che a noi era sempre
capitato, nel bene e nel male. Che per gli juventini e’ sempre piu
difficile parlare con i tifosi avversari, piu antijuventini che veri
tifosi. Ma che e’ cosi bello essere senza rabbia, senza odio, senza
rancore. Che e’ sempre piu difficile, ma e’ cosi bello, essere
juventini. Gli altri, che marciscano nei classici luoghi comuni di cui
si cibano da una vita per giustificare le nostre continue vittorie, le
loro continue sconfitte. Lasciamoli scadere nel ridicolo del “sapete
solo rubare” cantato al San Paolo anche quella notte. Proprio quella
notte. E dica al bambino, quel padre, di stare tranquillo. Lavezzi, la
prossima volta, sara’ ammonito.
Forza Juve. Oggi piu’ che mai.

(29 ottobre 2007)

Fonte: www.vecchiasignora.com