A DAY IN MY LIFE

A DAY IN MY LIFE

La giornata è lunga, interminabile, come un piatto di melanzane alla parmigiana quando le melanzane non ti piacciono e cerchi di soffocare quel sapore di misto terra e sapone con l’aiuto del pomodoro, che naturalmente e purtroppo, finisce subito.

Affronto la giornata avvolto in un velo di malinconia, e comincio ad annuire sin dal mattino presto non appena chiudo la porta di casa dietro di me; annuisco a mo di ringraziamento sul pullman a quello che si scansa per farmi sedere, annuisco al barista che non mi chiede nemmeno più quello che voglio e ti poggia sul bancone un cappuccio mentre quel giorno volevo una spremuta d’arancia, annuisco al collega che mi parla, annuisco alla collega che mi ha fatto una domanda ben precisa, una domanda che io non ho sentito.

Annuisco a tutti, anche al mio capo, solo che con lui/lei aggiungo una spolverata di alzate di sopracciglia per fingere interesse per una cosa di cui proprio non mi frega un cazzo.

Per caso e per fortuna arrivano le 17, esco, torno a casa, sono sopravvissuto, prendo l’ascensore con i colleghi che, non capisco come, hanno ancora voglia di parlare ma io sono già in modalità ” ma chi cazzo ti conosce” e annuisco.

Arrivo a casa, bacio mia moglie la quale, con un lungo abbraccio mi scrolla di dosso quel velo di malinconia che mi ha accompagnato tutta la giornata. Il ragazzo è in camera sua, lo saluto: ” Oh bella raga”, “Oh bella raga” risponde, sta studiando con libro aperto e cellulare in mano, e mi chiede di chiudere la porta, come per dire sono contento che tu sia tornato ma adesso ciao vai. Ci sta. Come dice lui.

Anche lui è sopravvissuto alla sua giornata e adesso tiro un sospiro di sollievo, siamo tutti a casa.

Mi tolgo le scarpe (finalmente), mi siedo sul divano, arriva Arya che vuole sdraiarsi sulle gambe, e comincia a girare per trovare la posizione, prima a destra poi a sinistra, si spazientisce ma poi la trova. Si sdraia. finalmente, perché mi stavo spazientendo anche io.  Fa le fusa, rumorosissime. Lei si addormenta e la guardo dormire. Quanto è bella. Anche lei è arrivata a fine giornata.

Accendo la tv, piedi sul poggiapiedi, appoggio la testa mentre mi faccio cullare dalle fusa del gatto, è il mio momento di scarico mentale, ed è in quel preciso istante che mi scappa da pisciare. Fastidio.

Italiano medio.

Italiano medio: Ah Lavori in un costumer care? Che sfigato.

Follower dell’Italiano medio: È questo che pensa l’italiano medio? Ma quale sfigato! Dillo a quelli che si svegliano al mattino alle 5 con il sorriso per il fatto che troveranno un ambiente stimolante e dei colleghi fantastici.

Dillo.